Il Piacere del Male è un Progetto Malatestiano, ideato e diretto da Paolo Amalfitano, che affronta un argomento le cui radici sono, com’è noto, molto antiche. La ricerca prende le mosse, con alcune indagini retrospettive, da un momento tra Sedicesimo e Diciassettesimo secolo che segna nelle letterature occidentali una sorta di turning point nella millenaria rappresentazione del bene e del male in cui a quest’antitesi, prima pagana ma soprattutto cristiana, si sostituisce progressivamente un ossimoro: il piacere del male. Una figura che istituisce una relazione capovolta tra vizi e virtù, in cui si rivendica la duplicità della natura umana, si presenta la deviazione dalla norma riconosciuta come un momento di libertà e si propugna, fino al mito decadente della bellezza scissa dalla morale, un ideale, per lo più tragico del piacere, fino agli estremi novecenteschi in cui il bene, ormai cancellato, si manifesta forse solo nel ritorno del “vecchio” ed espulso senso di colpa.
Il Progetto, articolato in cinque gruppi di ricerca, ha dato vita nel 2014 a cinque seminari, coordinati ciascuno da un responsabile scientifico: sul ’500 e ante, Sergio Zatti (Università di Pisa); sul ’600, Loretta Innocenti (Università Ca’ Foscari Venezia); sul ’700, Paolo Amalfitano (Università di Napoli “L’Orientale”); sull’800, Luca Pietromarchi (Università di Roma Tre); sul ’900, Stefano Brugnolo (Università di Pisa).
Apertura dei lavori
- Antonio Gargano
Università di Napoli Federico II
Coordinatore del Dottorato di Filologia
Università di Napoli Federico II
Presidente
- Benedetta Craveri
Università Suor Orsola Benincasa, Napoli
Interventi di
- Rocco Coronato
Università di Padova
- Federico Corradi
Università di Napoli “L’Orientale”
- Niccolò Scaffai
Université de Lausanne
Sarà presente il curatore
- Paolo Amalfitano
Università di Napoli “L’Orientale”


