A partire da Michelet fino alla sintesi aurea di Burckhardt l’800 ha creato un mito prestigioso del Rinascimento. Dalla storiografia la fine del Rinascimento è stata variamente collocata e definita. Alla nuova stagione si è attribuito il nome di Barocco, inventariando le sue espressioni sotto il profilo formale (trionfo della metafora e di un alto tasso di figuralità), contenutistico (prevalenza di temi come la metamorfosi, il sogno, l’incertezza), ideologico (ispirazione della Riforma cattolica). Tale nozione di barocco ha subito una dura critica. Secondo Fumaroli non c’è una cesura sostanziale tra Rinascimento e l’epoca successiva erroneamente definita barocca; la cesura si verificherebbe dopo, quando il rapporto con l’antico e la tradizione si spezza, durante gli anni della «Querelle des anciens et des modernes». In ambito italiano per definire la fuoriuscita dal Rinascimento si è avanzato il termine Manierismo. Inoltre ricordiamo la cesura individuata da Foucault costituita dalla fine dell’episteme dell’analogia.
Si propone qui una riflessione in una prospettiva specifica: la fine dell’imperialismo italiano nelle letterature europee. Cosa è avvenuto in Italia tra La Gerusalemme Liberata (1581) e l’Adone (1623)? Nelle altre nazioni europee si sviluppa in quegli anni un movimento letterario (e artistico) che si emancipa dai modelli italiani, di cui riconosce comunque il prestigio. Il teatro in Spagna e Inghilterra batte percorsi inediti. Soprattutto dalla Spagna e dalla Francia arrivano opere che impongono nuovi codici.
In tale stagione quali sono i caratteri stilistici, tematici, ideologici della rottura con quella precedente e qual è il rapporto che le letterature europee intrattengono con i modelli italiani, passati o contemporanei?
Presidenti
- Francesco Fiorentino
Università di Bari Aldo Moro
- José María Micó
Universidad Pompeu Fabra Barcelona
- Alessandro Serpieri
Università di Firenze
Relatori
- Andrea Battistini
Alma Mater Studiorium - Università di Bologna
Dal cerchio all’ellisse:
la fine del classicismo rinascimentale - Silvia Bigliazzi
Università di Verona
Vertigini metafisiche e retorica dei contrari: John Donne tra manierismo e barocco
- Mercedes Blanco
Université Paris-Sorbonne - Paris IV
Uscendo dall’ombra del Petrarca e del Tasso:
la letteratura spagnola da Cervantes a Góngora - Vincenzo Farinella
Università di Pisa
Problemi di periodizzazione: Roma 1600, ovvero la fine del Rinascimento
- Antonio Gargano
Università di Napoli Federico II
L’esploratore errante: lettura di Quijote, II, 29
- Marco Lombardi
Università di Firenze
Alexandre Hardy “attardé et égaré”?
- Michel Magnien
Université Sorbonne Nouvelle - Paris III
Les Essais et la folie du Tasse: Montaigne spectateur (et acteur) de l’automne de la Renaissance
- Benedetta Papasogli
Università di Roma LUMSA
«Mi amado las montañas»: variazioni europee del linguaggio mistico
- Gilberto Sacerdoti
Università Roma Tre
La Tempesta: cani blasfemi e rozzi maghi
- Sergio Zatti
Università di Pisa
La fine di un’epica
