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Colloquio Malatestiano

Letteratura

La fine del Rinascimento nelle letterature europee

a cura di Paolo Amalfitano Francesco Fiorentino e Loretta Innocenti

Rocca MalatestianaSantarcangelo di Romagna (RN)

Manifesto del Colloquio Malatestiano “La fine del Rinascimento nelle letterature europee”

A partire da Michelet fino alla sintesi aurea di Burckhardt l’800 ha creato un mito prestigioso del Rinascimento. Dalla storiografia la fine del Rinascimento è stata variamente collocata e definita. Alla nuova stagione si è attribuito il nome di Barocco, inventariando le sue espressioni sotto il profilo formale (trionfo della metafora e di un alto tasso di figuralità), contenutistico (prevalenza di temi come la metamorfosi, il sogno, l’incertezza), ideologico (ispirazione della Riforma cattolica). Tale nozione di barocco ha subito una dura critica. Secondo Fumaroli non c’è una cesura sostanziale tra Rinascimento e l’epoca successiva erroneamente definita barocca; la cesura si verificherebbe dopo, quando il rapporto con l’antico e la tradizione si spezza, durante gli anni della «Querelle des anciens et des modernes». In ambito italiano per definire la fuoriuscita dal Rinascimento si è avanzato il termine Manierismo. Inoltre ricordiamo la cesura individuata da Foucault costituita dalla fine dell’episteme dell’analogia.
Si propone qui una riflessione in una prospettiva specifica: la fine dell’imperialismo italiano nelle letterature europee. Cosa è avvenuto in Italia tra La Gerusalemme Liberata (1581) e l’Adone (1623)? Nelle altre nazioni europee si sviluppa in quegli anni un movimento letterario (e artistico) che si emancipa dai modelli italiani, di cui riconosce comunque il prestigio. Il teatro in Spagna e Inghilterra batte percorsi inediti. Soprattutto dalla Spagna e dalla Francia arrivano opere che impongono nuovi codici.
In tale stagione quali sono i caratteri stilistici, tematici, ideologici della rottura con quella precedente e qual è il rapporto che le letterature europee intrattengono con i modelli italiani, passati o contemporanei?

Presidenti

Relatori

  • Andrea Battistini

    Alma Mater Studiorium - Università di Bologna

    Dal cerchio all’ellisse:
    la fine del classicismo rinascimentale

  • Silvia Bigliazzi

    Università di Verona

    Vertigini metafisiche e retorica dei contrari: John Donne tra manierismo e barocco

  • Mercedes Blanco

    Université Paris-Sorbonne - Paris IV

    Uscendo dall’ombra del Petrarca e del Tasso:
    la letteratura spagnola da Cervantes a Góngora

  • Vincenzo Farinella

    Università di Pisa

    Problemi di periodizzazione: Roma 1600, ovvero la fine del Rinascimento

  • Antonio Gargano

    Università di Napoli Federico II

    L’esploratore errante: lettura di Quijote, II, 29

  • Marco Lombardi

    Università di Firenze

    Alexandre Hardy “attardé et égaré”?

  • Michel Magnien

    Université Sorbonne Nouvelle - Paris III

    Les Essais et la folie du Tasse: Montaigne spectateur (et acteur) de l’automne de la Renaissance

  • Benedetta Papasogli

    Università di Roma LUMSA

    «Mi amado las montañas»: variazioni europee del linguaggio mistico

  • Gilberto Sacerdoti

    Università Roma Tre

    La Tempesta: cani blasfemi e rozzi maghi

  • Sergio Zatti

    Università di Pisa

    La fine di un’epica

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