Nella tradizione psicoanalitica novecentesca, il concetto di identificazione consente di ipotizzare, in ambito letterario e artistico, un’adesione virtualmente totale del lettore all’universo del testo. L’identificazione emotiva non si limita a trasmettere il piacere del testo, ma illumina la natura bi-logica nell’opera d’arte che è strettamente connessa alla rete delle costanti interne. Secondo la bi-logica di Matte Blanco, che approfondisce la scoperta di Freud definendo l’inconscio non come il luogo dell’irrazionale e della confusione, bensì come lo spazio di una logica alternativa basata su categorie diverse, l’identificazione va intesa come condensazione di senso che fonde elementi diversi, perfino opposti, anche se accomunati da un solo tratto comune. Lungi dal costituire semplici contenuti, le costanti interne assumono significato solo attraverso una forma espressiva retoricamente orientata che ne determina il senso. Il paradigma fondato su “il ritorno del già noto” consente formazioni di compromesso tra istanze opposte e rende accettabili desideri anche profondamente contraddittori perché ciò che conta nei testi letterari non sono i fatti ma le emozioni dei fatti. Privilegiando l’asse paradigmatico su quello sintagmatico, è allora possibile ricostruire una rete di relazioni interne che determinano la distribuzione delle emozioni in uno spazio testuale dove la logica simmetrica invade e altera quella asimmetrica, pur senza annullarla. La letteratura si fonda dunque su un processo di identificazione che conduce il lettore “implicito” a coincidere con la “voce” dell’autore, aldilà del confine della morte. È in questo quadro, dove l’io incontra l’altro, che le teorie della ricezione danno la misura della loro potenza ermeneutica. Tra coinvolgimento emotivo e libertà interpretativa si istituisce un rapporto inverso, poiché all’aumentare dell’uno diminuisce l’altra. In senso più ampio, l’identificazione rappresenta una dimensione essenziale dell’esperienza letteraria dove si intreccia, nell’architettura del testo, la figuralità delle due logiche dando vita a quello che si potrebbe definire il nucleo dell’emozione: la finzione della realtà.
Presidenti
- Massimo Natale
Università di Verona
- Valentina Sturli
Università di Pisa
- Sarantis Thanopulos
Società Psicoanalitica Italiana
Relatori
- Giancarlo Alfano
Università di Napoli Federico II
Nel cono d’ombra. Identificazione emotiva e critica delracconto in J.M. Coetzee
- Paolo Amalfitano
Università di Napoli “L’Orientale”
Identificazione emotiva e transfert
nello spazio delle finzioni - Federico Bertoni
Alma Mater Studiorium - Università di Bologna
La mossa del cavallo: identificazioni, esotopie, personaggi-ombra
- Carmen Bonasera
Università di Torino
«L’anima altrui è tenebra». Sull’empatia narrativa e l’ambivalenza etica
- Serena Codena
Università di Pavia
Il récit di Eric: distacco e identificazione emotiva nel Coup de Grâce di Marguerite Yourcenar
- Corrado Confalonieri
Chapman University
Identificazione emotiva, resistenza, limiti del testo. Auerbach lettore di Cervantes
- Alessandra Ginzburg
Società Psicoanalitica Italiana
Il tema della ricezione e dell’identificazione emotiva nelle Giornate di lettura di Proust
- Alessandro Grilli
Università di Pisa
L’identificazione emotiva come dispositivo culturale: il caso della forma comica
- Gianni Iotti
Università di Pisa
Metafora, memoria del testo e coordinate dell’identificazione emotiva nella Recherche
- Iacopo Leoni
Università di Pisa
L’identificazione emotiva tra retorica letteraria e polemica ideologica. Il caso Céline
- Christian Rivoletti
Friedrich-Alexander-Universität Erlangen-Nürnberg
Costanti tematiche, identificazione emotiva e realismo letterario. Lettura di Le Colonel Chabert di Balzac
- Gloria Scarfone
Università di Pisa
Distanza ed empatia nella Storia di Elsa Morante.
Una lettura dell’episodio dello stupro


