→Quando le locomotive erano orchi
L’infanzia nell’autobiografia (1890-1945)
Pacini Editore, Pisa, 2011
I Libri dell’Associazione Sigismondo Malatesta
«Studi di letterature comparate (seconda serie)», 7

Prendendo spunto da uno studio sul racconto d’infanzia di R.N. Coe e da una frase di Pierre Drieu la Rochelle, il titolo del libro della Scotto di Carlo richiama il punto di vista infantile per il quale i giochi e le favole sono strumenti di comprensione del mondo, sottolineando lo scarto che separa lo sguardo di bambino dalla percezione di un adulto. La distanza è prima di tutto temporale e allude agli anni in cui era possibile credere che le enormi locomotive sbuffanti fossero in realtà orchi tremendi che si portavano lontano i loro carichi di passeggeri. Per gli occhi di un adulto che nuovamente si soffermano su quei vecchi treni, non è possibile vedere altro che l’evidenza: locomotive. Degli orchi rimane solo il ricordo che, unito a tutti gli altri, sarà rielaborato in forma di racconto.
Il volume è stato finalista al Premio “Opera Critica” (I edizione, 2009)